Approvato il progetto di fattibilità del Museo al Cdn

Stanziati 900mila euro da Città Metropolitana

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La Città Metropolitana, il 7 ottobre scorso ha approvato la delibera e il progetto di fattibilità del Museo di Arte Contemporanea nel Centro direzionale, dal nome Napoli Mondo-Cdn, con uno stanziamento di 900.000 euro. Il prossimo passo verso la realizzazione del Museo sarà l’approvazione del progetto esecutivo che dovrà seguire un iter burocratico e richiederà qualche mese. Per i primi mesi del nuovo anno, dunque, ci sarà il via libera al Museo che prevede necessariamente una prima fase con i lavori di riqualificazione e il risanamento dei luoghi individuati, per ospitare degnamente le opere del futuro museo. Ne parliamo con l’assessore comunale alla Cultura, Nino Daniele che ha il grande merito di aver sostenuto da subito, l’idea propostagli pochi mesi fa, dall’editore di Vivere, Aldo Brandi, di creare un museo all’aperto al Cdn, idea che già nel 2005 avevamo avanzato senza però che venisse accolta (a pagina 3 la foto della prima pagina di Vivere del 2005). Il tutto, a conferma di quanto Vivere ha sempre sostenuto, ovvero, che la sola lamentela su ciò che non funziona non è sufficiente a risolvere i problemi ma che occorra avere un ruolo attivo e un atteggiamento propositivo e costruttivo con la pubblica amministrazione, per risolvere insieme le problematiche presenti su un territorio, tra l’altro con delle peculiarità distintive, come il Cdn.
Assessore Daniele, questo importante progetto per il Centro direzionale, comincia dunque a concretizzarsi?
“Proprio così, siamo passati dalle parole ai fatti. L ‘idea iniziale si sta concretamente trasformando in realtà, con un progetto finanziato che non è più un sogno. Vedremo una significativa parte del Centro direzionale, completamente riqualificata lungo l’asse centrale, con la successiva disposizione di opere d’arte, nei due sopralzi e in alcune aiuole centrali. Anche la fontana di piazza Salerno sarà ripristinata e la zona abbellita da un ulteriore intervento che prevederà 120 metri quadrati di pietra lavica decorata a smalto che andranno a sostituire parte della pavimentazione attuale.”
Chi si è occupato di redigere il progetto presentato alla Città Metropolitana?
“L’ingegnere del Comune Bruno Marfè in collaborazione con Sara Ramondino e il comitato scientifico da me individuato, ha redatto il progetto di fattibilità approvato e finanziato, il mese scorso, dalla Città Metropolitana”.
Partirà prima la fase di riqualificazione dei luoghi che ospiteranno le opere del museo, giusto?
“Abbiamo previsto necessariamente, un intervento di riqualificazione dei luoghi in cui saranno collocate le opere perché non sarà una semplice installazione di sculture al Centro ma un risanamento dell’intera area interessata dal museo. Pertanto, la prima fase del progetto che sarà impegnativa, riguarderà proprio la riqualificazione dei luoghi, che può essere anche vista come un primo passo affinché il processo si estenda poi man mano a tutto il comprensorio, risanandolo. Possiamo pensare al tutto, metaforicamente parlando, come una prima pietra lanciata che poi con cerchi concentrici potrà coinvolgere l’intera area. Inoltre, così facendo il Centro diventerà più appetibile per gli operatori, più vivibile per i cittadini e potrà avere quel ruolo strategico in città che fu pensato alla sua nascita. E grazie al progetto di riqualificazione iniziale anche gli artisti coinvolti, saranno invogliati ad esporre le proprie opere nella City. Credo che quando si mostri una cosa bella e ben fatta poi sia più facile che proceda bene, che riceva consensi e che sia ben accetta; diversamente mettere qualche opera qua e la senza un ragionamento di insieme e senza prima procedere alla riqualificazione dei luoghi individuati, non avrebbe avuto senso e di certo non avrebbe avuto la stessa valenza e la portata che invece noi vogliamo che abbia questo progetto”.
Quale sarà il prossimo passo?
“Per ora è stato approvato lo stanziamento al progetto museale ma per attingervi e dare il via alla fase successiva che prevede la riqualificazione bisogna aspettare qualche mese quando la Città Metropolitana approverà il progetto esecutivo.
Il Museo all’aperto al Cdn è un grande lavoro strategico che richiederà tempi lunghi per la sua realizzazione completa ma che porterà enormi benefici di immagine e un arricchimento dei luoghi”.
Quante saranno le opere collocate nel Museo del Cdn?
“Sette opere di artisti internazionali, saranno collocate nelle aiuole dell’ asse verde centrale e nei due sopralzi del Cdn, alcune opere sono già disponibili nel patrimonio del Comune di Napoli e altre saranno invece commissionate”.
Oltre al tavolo tecnico di esperti da lei individuato, saranno coinvolti altri soggetti nell’attuazione del progetto?
“Ad affiancare il lavoro del Comitato scientifico, ci sarà anche un tavolo consultivo, di regia che possa fungere da supporto alla realizzazione del progetto museale, composto da tutti i soggetti più direttamente coinvolti sul territorio dall’iniziativa e quindi cominciando dal vostro mensile Vivere che ha il merito di averci proposto l’idea del museo e che è presente attivamente al Cdn dal ‘95, quindi la Municipalità 4, il Consorzio Gesecedi e il Comitato Civico Cdn”.
In conclusione, bisognerà pazientare per vedere realizzato il museo ma l’attesa verrà ampiamente ripagata dal risultato finale.
– Esattamente, perché il progetto si è sviluppato anche in modo più ambizioso di quanto fosse stato inizialmente previsto, ragion per cui sarà imponente e richiederà tempo per la sua completa realizzazione, probabilmente ci vorrà qualche anno, ma sarà di grande valenza e rilevanza per il Centro e gli effetti positivi sul territorio si riverbereranno anche in aree circostanti”.
Si apre così un discorso più ampio che ci auguriamo possa finalmente portare con se anche la riqualificazione dell’intero comprensorio, magari con la risoluzione di tante criticità presenti al Centro, tra cui gli impianti degli ascensori e le scale mobili fuori uso da tempo così come la riqualificazione e un maggior controllo della zona sottostante che ospita i parcheggi.

Paola Magliocchetti

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