Giù le mani dal 118 e che “Nessuno Tocchi Ippocrate”

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“Sono 82 le aggressioni complessive ai danni degli equipaggi del 118 nella sola area urbana di Napoli avvenuti nell’arco del 2018, praticamente una ogni quattro giorni”! Esordisce così il dott. Giampiero Fusco, dirigente medico I livello medicina d’urgenza ASL.

Questo è il triste record che purtroppo appartiene al servizio del 118 della nostra città giusto venti anni dopo la sua nascita. Ma quali sono le cause di tale inquietante situazione? Si tratta di atti gratuiti generati da una società malata o cosa? Il dott. Fusco prosegue nella sua argomentazione specificando che ormai la situazione complessiva del servizio è ad un punto critico, che bisogna prendere atto che il sistema non funziona e che le cause sono molteplici: “ è un dato di fatto che le ambulanze siano insufficienti in quanto, per un milione di cittadini residenti nell’area urbana partenopea, ne sono presenti soltanto 12 con un medico a bordo.

Inoltre, pro-segue Giampiero Fusco, molto spesso il 118 viene utilizzato anche per casi che non necessitano della presenza di una ambulanza e che potrebbero risolversi con mezzi e modalità diverse ma purtroppo non esiste la giusta comunicazione a supporto che informi le persone in quali situazioni ricorrere al 118 come nei casi, ad esempio, di quando ci troviamo da-vanti a forti dolori al torace oppure ad un’ improvvisa perdita di coscienza e/o svenimento, gravi traumi, etc …Alcune delle aggressioni subite, precisa il dott. Fusco, sono state, solo per citar-ne una, da parte di ubriachi che oltre ad impegnare un’unità, quando era evitabile, si sono addirittura scagliati contro l’equipaggio proprio in virtù del loro stato di ebbrezza”.

Ma sono ancora tante, e non meno importanti, le motivazioni di questo status e infatti, oltre ai pochi mezzi a disposizione, si riscontrano una carenza di personale, poca formazione a supporto, contratti di lavoro inadeguati che spingono i già pochi medici a disposizione a valutare altre opportunità di carriera.

Se tutto questo non bastasse, continua Fusco, “i tempi di percorrenza dei nostri mezzi in città sono superiori alla media nazionale e se a ciò aggiungiamo la crescente diminuzione degli ospedali attivi sul territorio, si può immaginare quanto sia faticoso e difficile operare in condizioni del genere con il conseguente disagio per i cittadini che si sentono abbandonati a se stessi dando così adito agli atti di intolleranza e violenza di cui sopra, proprio verso coloro che invece si fanno in quattro per fornire loro un servizio quanto più decente possibile.

A supporto del servizio del 118 e del personale presente a bordo si è costituita una associazione dal nome molto eloquente di “Nessuno Tocchi Ippocrate” che nasce proprio in funzione dello stato di precarietà e di rischio al quale sono sottoposti gli equipaggi tutti, ma anche e soprattutto per sensibilizzare la cittadinanza verso una maggiore consapevolezza del lavoro svolto da questi indomiti “guerrieri” i quali, molto spesso, vengono scambiati per “carnefici” quando invece sono vittime quanto e se non più di chi chiede il loro aiuto.

Sono già tante le azioni informative di-vulgate soprattutto attraverso la omonima pagina Facebook che vi invitiamo a seguire in modo da avere una maggiore consapevolezza della situazione complessiva.In sintesi, se le autorità competenti non prenderanno seriamente a cuore questa triste realtà gettando le basi per un servizio sanitario complessivo degno di un paese civile, ci ritroveremo con la prima linea dell’assistenza sanitaria cittadina che andrà sempre di più a limitare in quantità e qualità il suo supporto per la cittadinanza. In particolare modo noi di “Vivere” desideriamo non solo che il servizio venga supportato e migliorato come merita, ma auspichiamo un presidio fisso per il nostro Centro direzionale meta quotidiana di migliaia e migliaia di persone tra lavoratori e residenti.

Francesco Lupini

nella foto Dott. Giampiero Fusco(Nessuno Tocchi Ippocrate)

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