Il Film del mese – Mamma mia! Ci risiamo.

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La storia ci riporta sull’isola immaginaria di Kalokairi dove Sophie (Amanda Seyfried) sta per inaugurare il nuovo Hotel Bella Donna. Capiamo sin dalla primissime inquadrature che soffriremo di una grande assenza durante il film: una foto ben esposta ci fa capire che Donna, il personaggio splendidamente interpretato da Meryl Streep,
è morta. Tutti gli sforzi e l’impegno che Sophie dedica al restyling dell’albergo, anzi, sono votati a ricordare al meglio la sua figura: non sappiamo come il personaggio sia scomparso, ma immediatamente ne sentiamo la mancanza.

Alla vicenda della figlia di Donna si intreccia, su un doppio livello narrativo, la storia di Donna giovane, interpretata da Lily James: questa digressione fa, tecnicamente, di Mamma mia: Ci risiamo un sequel/prequel dell’originale, in quanto ci racconta sia quello che succede dopo la fine del primo film (con un bel salto temporale, piuttosto indefinito), sia cosa c’è dietro all’intricata tripla paternità di Sophie. Forse uno degli aspetti più gustosi dell’intera pellicola, infatti, è quello che ci permette di ripercorrere la storia di Donna-ragazza
e gli intrecci amorosi che si sono sviluppati nell’arco di quella lontana estate in Europa. Il primo incontro a cui
assistiamo è quello col giovane Harry Bright (Hugh Skinner) che nella versione adulta è interpretato da Colin Firth. Tra i due, il flirt sboccia in un albergo a Parigi e dopo una divertente sequenza musicale in cui si scatenano sulle note del brano degli Abba Waterloo.

Dopo Harry, è il turno del giovane Bill Anderson (Josh Dylan) –
quello che sarà Stellan Skarsgård – di cui assaporiamo già tutte le caratteristiche che ritroveremo nel personaggio adulto. Infine, il grande amore di Sophie – da ragazza come da adulta – è Sam Carmichael che da ragazzo ha il volto di Jeremy Irvine e qualche anno dopo quello di Pierce Brosnan. Lily James si difende più che bene nel raccogliere la sfida di dare corpo e voce a uno dei personaggi più iconici dei musical degli ultimi anni e ha resistito alla pressione di essere accostata a quel mostro sacro che è Meryl Streep. In effetti, se non fosse stato per lei e per la sua incursione nel passato, il film avrebbe perso decisamente diversi motivi
d’interesse. Il personaggio della Streep è l’unico a non essere stato previsto anche nel sequel, tutti gli altri a cui il pubblico si è affezionato nel film del 2008 tornano in grande spolvero.

Certo, dieci anni sono passati per tutti e Mamma Mia! Ci risiamo sembra a volte un’entusiasmante sagra del botox, di cui la santa patrona è Cher, che qui compare in un ruolo assolutamente celebrativo e poco incisivo nella – comunque debole – trama. La diva, tuttavia, non è l’unica ad aver esagerato con i ritocchi, anche la Dynamo Tanya (Christine Baranski) si presenta con un volto tutto nuovo, che quasi ci fa dubitare della sua identità.

Fabrizio Canfora

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