Il manuale del “dongiovanni”Regole Giuridiche e sanzioni penali per i corteggiatori

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L’insistenza nel corteggiare una donna nei tempi passati addirittura era vista come segno di vero e profondo amore e quindi veniva premiata. Oggi anche il corteggiamento deve essere svolto con moderazione e secondo precise norme, altrimenti potrebbero determinarsi spiacevoli conseguenze anche penali.

Va quindi spiegato quando un corteggia-mento diventa inopportuno e va cessato. A fini esplicativi esaminiamo il caso di un signore che si era invaghito della ragazza del bar. In particolare lo stesso aveva più volte avvicinato la donna quando nel bar non vi erano altre persone, rivolgendole insistenti complimenti, inviti ed espressioni dal chiaro tenore sessuale. Successivamente si era spinto anche a seguirla fuori dal bar dopo l’orario di lavoro ed ovvia-mente ciò succedeva senza e contro il gradimento della ragazza.

Tale comportamento ha infastidito la donna che per arginare il problema era stata costretta a cambiare le proprie abitudini: non solo, questa evitava di uscire fuori dal bancone del bar, ma ave-va cambiato i propri orari di rientro in casa.

Tali circostanze rendevano chiaramente illegittimo il presunto corteggiamento tanto da rendere necessaria la denuncia all’autorità giudiziaria che ha emesso dopo tre gradi di giudizio una sentenza penale di condanna per il reato previsto dall’art. 660 Codice penale: “Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a cinquecentosedici euro”. Si è arrivati a tale condanna perché la condotta tenuta dal corteggiatore, si era concretizzata in un atteggiamento di invadenza e intromissione, continua e inopportuna, nella sfera di libertà della persona offesa.In tale sentenza risulta impor-tante evidenziare che all’imputato non sono state concesse le attenuanti generiche e pertanto lo stesso è stato condannato quasi al massimo della pena. Va precisato che le attenuanti generiche sono quasi sempre riconosciute anche quanto vi sono delle aggravanti tanto da compensarsi tra loro.

L’imputato ha nuovamente chiesto il beneficio delle attenuanti generiche nel ricorso d’avanti alla Corte di Cassazione che però le ha nuovamente negate per un importante e sintomatico motivo: il reo non aveva e non ha avuto alcun pentimento non capendo e non ritenendo assolutamente sbagliato il comportamento messo in atto. Questa sentenza per-tanto mostra quanto ancora bisogna lavorare per formare le persone sul tema donna e sul loro rispetto e del prossimo in generale. Una legge ed una condanna sono ben poco e poco risolvono se non c’è cultura e rispetto. Anzi al contrario avremo persone ancora più incattivite per aver subito una presunta ingiustizia. Va di contro anche evitato di cadere nell’opposto errore di essere prevenuti ed ipocriti e tutelare senza i dovuti accertamenti ogni denuncia.

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