Primo sopralluogo per il Museo al Cdn

Arte e cultura per la riqualificazione e ristrutturazione del Cdn

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Il 29 aprile scorso, l’assessore comunale alla Cultura, Nino Daniele e membri del Comitato scientifico, hanno visionato le aree dove collocare le opere d’arte e così un ulteriore passo avanti è stato fatto verso la realizzazione del Museo di arte contemporanea al Centro direzionale, idea lanciata da Vivere lo scorso febbraio e prontamente accolta dall’assessorato comunale alla Cultura di Nino Daniele. Per il sopralluogo al Cdn, con l’assessore Daniele, c’erano alcuni membri del comitato scientifico da lui nominato per il progetto: per il Polo Museale della Campania Castel Sant’Elmo-Museo del Novecento, il professore Ferdinando Creta, per ‘Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa, il professore Stefano Causa, per ‘Università degli Studi di Napoli Federico II, la professoressa Isabella Valente, per ‘Università della Campania Luigi Vanvitelli, la professoressa Gaia Salvatori e il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, il professore Giuseppe Gaeta. Si è trattato di un primo sopralluogo, al fine di valutare le zone che meglio si presterebbero ad accogliere le opere d’arte del futuro museo a cielo aperto. Le grandi potenzialità del luogo non sono sfuggite al Comitato che ne ha intravisto subito il luogo ideale per un tale progetto che si presenta ambizioso e che può rappresentare uno dei punti di svolta fondamentali per il rilancio della City, in grande stile. Al sopralluogo e alla riunione che ne è seguita presso la sede della Re Work di Alfredo Guerri, che si candida a divenire sede operativa del progetto, erano presenti anche il direttore e l’editore di Vivere, rispettivamente Paola Magliocchetti e Aldo Brandi e il presidente del Comitato civico Cdn, Alessandro Gallo. Durante la riunione, l’assessore Daniele, che ha proposto come tema ampio e non vincolant quello di Napoli e il Mondo, ha sottolineato che la prima cosa da fare è quella di individuare precisamente gli spazi più adatti ad ospitare le opere per poter procedere, disponendo dei fondi necessari, alla necessaria e preliminare azione di riqualificazione ovvero la pulizia e il ripristino dei luoghi, per ospitar nel migliore dei modi le opere d’arte”.
Gli spazi del museo individuati da questo primo sopralluogo, sono sul viale principale del Centro, dove
insiste anche l’anfiteatro con i due sopralzi, all’altezza dell’isola G.
Si tratta, in effetti, della parte più centrale, posta di fronte alla nuova stazione metro dell’arte che entro
‘anno sarà ultimata. Queste sono le zone più frequentate, dove il flusso di persone è maggiore ogni
giorno. Da questo primo sopralluogo, si è preso atto dei grandi spazi del Cdn che richiedono, dunque,
opere abbastanza imponenti ma che non escludono però la possibilità di ospitare anche un certo numero
di opere di dimensioni più piccole, magari poste vicine tra loro o intorno alle opere più grandi.
Per partire subito e dare impulso a questo progetto, dalla riunione è emerso che si potrebbe cominciare
con la delocalizzazione di opere già esistenti in città, ma poco valorizzate dall’attuale posizione, come, ad
esempio, le opere di Renato Barisani poste a piazza Quattro giornate e a Castel dell’Ovo, per poi individuare
artisti di fama internazionale disposti a donare delle opere per questo progetto.
A questo proposito, i primi nomi fatti durante la riunione, sono quelli di Jan Fabre e di William Kentridge,
affinchè vi sia un pezzo dal forte impatto da cui partire, per dare risalto al progetto e farlo decollare. A
tal proposito si è ipotizzato di contattare gli artisti, ai quali si potrebbe anche prospettare una nuova fusione
di una loro opera che il Comune ha le risorse per finanziare, mentre diversamente un’acquisizione di
un’ opera sarebbe proibitiva, dati gli alti costi. Difatti, le spese di realizzazione di un’opera possono essere
a carico del Comune mentre un’acquisizione diventerebbe una via non percorribile finanziariamente e
complicata anche dal punto di vista del lungo iter burocratico da seguire.
Ogni componente della Commissione tecnica si è impegnato ad interpellare i propri contatti per sondare
questa possibilità.
Altra ipotesi avanzata, quella di coinvolgere il noto artista napoletano di fama internazionale, Lello Esposito
che potrebbe collocare al Cdn una sua testa di San Gennaro di grandi dimensioni, ad esempio nella
parte finale del Centro con lo sfondo del Vesuvio, una zona che ha colpito molto il Comitato per la prospettiva
suggestiva che offre.
L’assessore Daniele ha poi nominato il consorzio GE.SE.CE.DI. che nella precedente riunione in assessorato, si è preso ‘onere della vigilanza e delle opere.
“Questa è un’operazione che si svilupperà pienamente in una decina d’anni e si arricchirà man mano – ha sottolineato Daniele -’importante è partire subito per fare da traino per altri artisti e progettare negli anni il
suo sviluppo. Del resto una decina di opere le abbiamo già nel patrimonio comunale, a queste poi si potrebbero
aggiungerne quattro o cinque che possiamo far realizzare se l’artista ci dona il progetto, sostenendo solo le spese dei materiali, della realizzazione e dell’installazione”. Si è inoltre proposto, di invitare gli artisti interessati a partecipare al progetto, a visitare i luoghi del Cdn per poter dire anche la propria idea sulla possibile collocazione della propria opera.
In punti strategici del Centro, poi, potrebbero essere situati Totem elettronici e multimediali con informazioni sulle
opere e la presenza degli sponsor.
Per quanto riguarda i tempi previsti per le prime installazioni, per ottobre potrebbero essere collocate  opere già identificate e inserite tra quelle da dislocare, come Barisani, Perez, Tatafiore e per dicembre, magari, un’opera di un grande artista straniero come Jan Fabre. Ma il tavolo tecnico è solo agli inizi del proprio lavoro per cui ulteriori dettagli si otterranno nelle prossime riunioni. Il prossimo appuntamento, dovrebbe avvenire verso metà maggio, all’Accademia di Belle Arti.
Paola Magliocchetti

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