Quelle maldestre riparazioni

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Era già capitato nel settembre del 2015 e si sperava che non capitasse mai più: all’epoca nei pressi dell’isola C, nella zona antistante il bar El Cafè, per un intervento manutentivo richiesto all’Ufficio tecnico della IV Municipalità, si sostituì con dell’asfalto, una mattonella mancante nella pavimentazione del Cdn, fatta invece,
come è risaputo, di mattonelle di pregiato granito.

Fu un bel pugno nell’occhio e un danno all’immagine del Centro che non andò giù ne ai residenti, ne ai commercianti e anche la nostra testata se ne occupò, paventando il rischio che in futuro si sarebbero
potute ripetere tali improprie riparazioni.
La mobilitazione, allora, fu tale che sortì l’effetto di bloccare tali episodi almeno fino ad oggi, quando sono
spuntate altre improvvisate e maldestre riparazioni con l’asfalto alla pavimentazione danneggiata, come si può notare per esempio all’altezza dell’ asse verde, in prossimità del cantiere della metro, tra l’isola E e l’isola F.

L’asfalto in alcuni casi, come mostrano le foto in pagina, ha inglobato persino parte delle grate per il
deflusso dell’acqua piovana, recando in un sol colpo un doppio danno, d’immagine e di funzionalità. All’epoca in cui tali manutenzioni spettavano al consorzio Gesecedi, il responsabile di un tale scempio
sarebbe stato di sicuro licenziato in tronco.

Ora non sappiamo ancora chi abbia provveduto in tal modo a queste riparazioni ma interpellata al riguardo la Napoli Servizi ha escluso categoricamente che tale intervento sia stato fatto da loro, in quanto non hanno mai
usato asfalto e hanno sostituito le mattonelle danneggiate sempre con altre mattonelle, come tuttora sta provvedendo a fare in alcune zone pubbliche della City.

Non ci resta che sperare che la Napoli Servizi possa porre rimedio a tale scempio, nelle sue aree pubbliche, pur non essendone responsabile.
Cercheremo di fare chiarezza in merito nei prossimi numeri e intanto invitiamo tutti coloro che hanno a cuore il futuro del Centro, a dar vita ad una civile ma forte e chiara protesta al riguardo, come già avvenne
nel 2015.

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