“Scrivendo Assaggiando” di Giulia Chianese

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Non ho mai dimenticato la faccia che fece zia Camilla quando vide tornare L’avvocato Ordituro dall’America. Era una giornata di novembre, il solito novembre che dentro ci devi mettere tanta di quella fantasia e buona volontà
per farlo splendere!
Era il giorno dei morti ed io mi ero stancata a saltare tra una bancarella e l’altra per scegliere il torrone da portare alle nonne e a mia madre.

Per me, allora, la morte era cosa degli altri ed i morti facce che non avevo mai visto e che mi sorridevano serene dal grande comò della camera da letto di nonna Agatina. Poi, verso le13 30, mentre ci stavamo per mettere tutti a tavola per mangiare il ragù santo del giorno prima con i tortellini, qualcuno suonò alla porta che dava sul grande cortile; Era l’avvocato Ordituro, vedovo con una figlia adolescente bellissima e bionda che, di ritorno dall’America, veniva a trovare nonna, cara amica della buonanima di sua madre, Maria Neve.
A quel punto tutti ci voltammo verso zia Camilla e vedemmo il suo volto diventare paonazzo e teso che, sì, sembrava proprio una che vede un fantasma. -Assettateve, avvoca’!- disse papà e subito le don- ne corsero a prendere l’occorrente peraggiungere due coperti. L’avvocato fece un poco di complimenti poi si sedette e si vedeva che era venuto con l’intento di restare. Così, durante il pranzo più volte incontrò gli occhi della zia Camilla, quella che aveva 15 anni quando, durante la celebrazione del suo matrimonio con la figlia del sindaco, Eleonora Capuano, svenne mentre cercava di raggiungere la porta.

Tutti le portarono acqua e qualche confetto ma solo nonna Agatina aveva capito la verità.
Un amore nato nell’aia, nei giorni della lunga estate, quando Mario Ordituro era ancora uno studente e con la chitarra cantava “Fiore di primavera” e Camilla, quasi bambina , i capelli lunghissimi che non voleva mai tagliare raccolti in una “pettinessa” d’ osso che metteva e toglieva continuamente e nervosamente, aveva capito che quel ragazzo era di- verso dagli altri, almeno, nella sua mente e che le strade cambiavano faccia e odore quando c’era lui.
Così le bambine diventavano donne, quando qualcuno diventava il centro dell’esistenza tutta, quando parlava qualcosa di più forte e di naturalmente vero. Quando tra un gesto e l’altro faceva capolino una sensualità
antica e maestra che avevano appreso senza studiare nè comprendere. Quel giorno nonna Agatina portò in tavola il dolce preferito dell’avvocato, la crostata di castagne, e qualcuno sospettò una complicità segreta. Ah, il potere esoterico delle madri!

 

 

Ricetta Crostata di castagne
500 grammi di pasta frolla (ricetta classica)
Marmellata di castagne un vasetto
150 grammi di cioccolato fondente
Preparare la pasta frolla e metterla a riposare
in frigo per circa mezz’ora. Dopo, dare la forma
e bucherellare la base con una forchetta, aggiungere la marmellata ed il
cioccolato tritato, coprire con qualche strisciolina di frolla e infornare per
circa 40 minuti a 180 gradi.

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