Un progetto in cui credere

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Solo chi non a cuore, davvero, le sorti del Cdn può pensare che quella di un museo di arte contemporanea a cielo aperto che prenda vita tra i suoi viali, non sia una buona idea. Come non intravedere in esso, una straordinaria possibilità, nonché un importantissimo volano di sviluppo e di speranza per il futuro del Centro? Il progetto in questione, proposto da Vivere e fatto proprio dall’assessorato comunale alla Cultura di Nino Daniele che lo realizzerà, potrà avere solo effetti positivi sul Cdn e renderà ancora più bello e interessante, un luogo già concepito per esprimere bellezza e modernità come testimoniano i suoi edifici di pregio. Ed è proprio per omaggiare tale bellezza e i famosi architetti che l’hanno creata che a partire da questo numero, pubblicheremo  una rubrica dedicata, ogni mese, ad un edificio diverso, con la sua storia e i suoi significati.

E che dire della notizia recente che il noto artista Jorit, in occasione delle Universiadi, realizzerà uno dei suoi murales, il più alto del mondo, sulla sommità di uno dei grattacieli della City? Solo che bellezza chiama bellezza e che il Cdn si candida a diventare così, luogo di aggregazione culturale e artistica, nonché nuovo luogo di interesse turistico da visitare a Napoli.

L’assessore Nino Daniele, sugli sviluppi del progetto, ha di recente dichiarato che mancano ancora un paio di designazioni degli enti coinvolti e che stanno provvedendo a convocare un comitato scientifico per poi procedere alla costituzione di un coordinamento operativo. E nelle parole di Alessandro Gallo, consigliere della Municipalità 4, nonché vicepresidente della Commissione Cultura e presidente del Comitato Civico Cdn, vogliamo leggere anche il superamento delle preoccupazioni espresse dal presidente Giampiero Perrella, circa il carico eccessivo che le opere del futuro museo, potrebbero arrecare alla piastra pedonale del Cdn.

“Basterebbe collocare le opere – dichiara Gallo – in prossimità dell’intelaiatura portante, in modo da distribuire  equamente il peso sulle campate che reggono la piastra pedonale della City e non  gravare troppo sulle zone dove mancherebbe il sostegno adeguato”.

Paola Magliocchetti

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