UNA RELIQUIA DI SAN CARLO BORROMEO NELLA PARROCCHIA DELLA CITY

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Dal 3 gennaio è esposta perennemente, nel-la parrocchia di San Carlo Borromeo al Centro Direzionale, una reliquia del Santo titolare: Si tratta di uno zucchetto cardinalizio appartenuto ed usato da San Carlo Borromeo. Lo zucchetto è un copricapo tuttora usato dai Vescovi, dai Cardinali e dal Papa.

È di colore diverso a seconda del grado gerarchico: paonazzo per i Vescovi, rosso per i Cardinali e bianco per il Papa. L’uso di questo indumento è attestato sin dal XIII secolo. Lo troviamo già raffigurato in un dipinto di scuola giottesca nella Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi, in cui il poverello di Assisi compare dinanzi al papa Onorio III. In origine esso veniva usato dai prelati solo in occasioni private. Negli eventi pubblici, come nei ritratti ufficiali, veniva usata invece la beretta o tricorno. Con l’avanzare dei secoli però esso è diventato di uso comune.La reliquia in questione risale agli anni 1560-1584. Era custodita nella cappella delle reliquie della Cattedrale di Napoli, insieme a quelle di tanti altri santi. Al fine di darle una più degna sistemazione, ho fatto richiesta all’Arcivescovo, Card. Sepe, di destinarla alla nostra Parrocchia.

Il Cardinale, che già nel novembre 2015 aveva fatto dono alla Parrocchia di una reliquia di San Giovanni Paolo II, è stato ben lieto di accoglierla ed ha voluto consegnarmi personalmente il sacro oggetto lo scorso 6 dicembre. Al fine di approntare una degna sistemazione della reliquia, solo il 3 gennaio è stato possibile esporla. Tutti possono vederla recandosi nella cappella del SS. Sacramento (a sinistra dell’Altare maggiore) all’interno del basamento della statua lignea del Santo.Poiché si tratta di una reliquia di II classe (cioè di un oggetto usato dal santo e non di parti del suo corpo), la reliquia non può essere venerata, ma rimane un’emozionante e viva testimonianza della vita di uno dei santi più venerati nella Chiesa Cattolica. Ed alla nostra Parrocchia è toccato l’onore e la responsabilità di custodirla e tramandarla alle generazioni future.Don Diego De Rosa Parroco di San Carlo Borromeo

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